In Italiano: Domaine Buisson-Charles à Meursault par Nonsolodivino

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Meursault: Le Domaine Buisson-Charles

Il conteggio delle visite da Buisson-Charles è oramai sfuggito al nostro controllo, dal 2006 anche più volte l’anno è un indirizzo immancabile nel nostro carnet degli appuntamenti. Qui giochiamo in casa, l’accoglienza delle famiglie Buisson ed Essa fin dall’inizio è stata calorosa nei nostri confronti e con il passare degl’anni si è instaurato un vero rapporto d’amicizia che è andato ben oltre il parlar di vini. Abbiamo conosciuto Patrick Essa, la moglie Catherine e il suocero Michel Buisson in occasione della nostra prima apparizione alla Paulée de Meursault dove immediatamente si è creato un bel feeling. Proprio grazie a loro, anno dopo anno, ci siamo affezionati a questa terra, grazie ai suggerimenti di un grande esperto come Patrick Essa abbiamo via via ampliato ed approfondito le nostre conoscenze sulla Côte d’Or. Una grande passione che oggi si alimenta da sola.

Buisson-Charles è una piccola realtà strettamente legata al territorio di Meursault nata negl’anni ’60 dall’unione delle proprietà delle famiglie Buisson e Charles (nome di famiglia della moglie) gestita fin dall’inizio da Michel Buisson. Famiglie imparentate un po’ con tutti i paese in particolari modo con altri produttori di alto profilo. Michel è una persona straordinariamente brillante, un uomo di vigna che ha fatto le prime esperienze a fianco del padre negli anni ’50, sua prima vendemmia fu il 1955. Abbiamo avuto con lui diverse occasione di parlare di quei tempi, degli inizi, di quello che rappresentavano i vini di Meursault in quegl’anni … Un intenso momento che ci ha proiettati in una Borgogna d’altri tempi. Da subito Michel ha dato un’impronta chiara e netta alla sua azienda, puntando su Meursault classici e rigorosi, capaci di esaltarsi solo dopo alcuni anni di affinamento. Dopo il meritato ritiro e con il coinvolgimento della figlia Catherine e del genero Patrick Essa l’azienda ha ulteriormente progredito senza per altro perdere quell’identità cha ha saputo costruirsi nel corso dei decenni passati. Grazie alla sensibilità e alle grandi qualità degustative di Patrick i vini hanno guadagnato in classe, concentrazione e definizione aromatica, una purezza che li aiuta ad evidenziare il carattere territoriale. Patrick è convinto che un grande bianco non può mancare di una giusta concentrazione ma deve essere supportato da una vitalità che gli permetta di far evolvere le proprie complessità intrinseche per almeno un ventennio.

Il domaine si identifica ancor oggi nel territorio di Meursault, infatti il cuore dei suoi 6 ettari di vigne sono situati in terre di grande pregio nei cru di Les Tessons, Cras, Charmes, Bouchères e la Goutte d’Or. Dal 2010 per ampliare la loro offerta si è scelto di acquisire uve o vini rigidamente selezionati anche al di fuori del comune, vini elevati personalmente nelle cantine del domaine. Per questo motivo sulle etichette compariranno dal 2010 le denominazioni di Chassagne-Montrachet En Remilly e Chassagne-Montrachet La Romanée. Dal 2011 Corton-Charlemagne e dal 2012 Chablis Vaudésir. I loro bianchi stanno scalando gradatamente la gerarchia di Meursault, dopo averli degustati, anno dopo anno dalle botti o in bottiglia, siamo convinti che si sono inseriti nel ristretto gruppo dei migliori.

Bourgogne Aligoté

L’aligoté è un vitigno in genere trascurato anche se a Meursault fa parte della tradizione. Chez les Buisson gli vengono riservate attenzioni particolari. È coltivato su 0.44 ettari nella frazione di “Sous le Chemin” a Meursault ad alte densità d’impianto (11’000 ceppi per ettaro), i terreni sono argillo-calcarei, condizioni che ogni anno danno un vino di bella presenza. La struttura è di buona concentrazione sostenuta da un giusto equilibrio, con una viva tensione, un carattere gessoso e un finale con ritorni floreali. Un vino che amalgama bene la definizione territoriale ad un carattere varietale.

Bourgogne Chardonnay “Hautes Coutures”

Prodotto a partire dal 2011 proviene dalla parte alta della frazione denominata “Coutures” situata nei pressi di Limozin, non lontano dalla zona 1er cru. Le vigne hanno un’età di circa 30 anni mentre i vini elevati per la metà in pièces di due anni. L’aspirazione è quella di ottenere un piccolo Meursault.

Il 2011 esprime una piacevole tensione, una bella lunghezza e una piacevole salinità. Per contro il 2012 mostra maggiore ricchezza, un buon equilibrio e un finale che rimanda ritorni di agrumi. Per entrambe le annate l’effetto del legno apporta dolcezza senza invadere l’aspetto aromatico. Per 12.5 € un vino che non potrà mancare nella nostra cantina.

Meursault Vieilles Vignes

Un semplice “village” di quelli tosti che hanno bisogno di diversi anni per ben amalgamare i vini provenienti da diverse vigne, le cui età varia da 45 a 90 anni. La superficie destinata a questo vino è di circa 2 ettari situati in sei diversi lieux-dits. Vireuils e Meix Chavaux sono situati in zona collinare e apportano al blend freschezza e tensione; Marcausses, Vignes Blanches e Pellans sono situati ai piedi della collina, i loro vini contribuiscono alla struttura, mentre quello prodotto a Les Millerands dà finezza.

Il 2012 di recentissimo assaggio mostra la solita difficoltà d’espressione in fase giovanile anche se struttura, concentrazione ed acidità fanno presagire a un bel futuro. Un 2011 ricco e intenso, un corpo ben sostenuto da una vena acida che dà freschezza al finale. Dalla bottiglia 2010 sono evidenziate una componente gessosa, una ricca ed equlibrata materia, una bella tensione e un lungo ed elegante finale. Il carattere della vendemmia 2009 è riassunto da un vino piuttosto muscoloso, cremoso e morbido. 2008 e 2007 giocano sulla tensione e sull’energia anche se il volume non manca.

Meursault “Les Tessons”

Classificato village Les Tessons sono oramai da considerare un gran territorio tanto che ogni proprietario vinifica separatamente le proprie uve ogni anno. Le pendenze sono orientate verso est e posizionate nella parte centrale della collina. I suoli sono perfettamente drenati e ciottolosi, il sotto-strato è di tipo argillo-calcareo e di colore rossastro in virtù della presenza di detriti ferrugginosi. La famiglia Buisson è proprietaria di 34 ari di questo territorio sovente considerato a livello di un 1er cru.

Un 2012 che conferma il raggiungimento del top nelle denominazioni comunali. Mostra grande purezza e finezza, con una fase gustativa già ben messa per equilibrio e lunghezza. Un vino cremoso e soave con una precisa definizione minerale. Per contro l’annata 2011 dimostra minor ricchezza ma un carattere più snello, pieno d’energia e tensione. Più denso e concentrato il 2009 specie nella maturazione del frutto. Questo si riflette con una struttura rotonda e grassa, ma non manca pure di lunghezza, chiudendo su note di frutta bianca e floreali. Il 2008 offre una bella apertura d’aromi rimarcando note di agrumi, pesca e pera. Delicato ed elegante, offre un corpo di buon volume, equilibrio e una bella freschezza che dà lunghezza e persistenza. Il 2007 sintetizza alla perfezione il carattere dell’annata, spiccano con limpidezza sfumature di petali di rosa, limone e pera. Una sensazione di freschezza ben percepibile anche al gusto, si manifesta con brillantezza e energia il tutto racchiuso da delicata concentrazione. Anno dopo anno si manifestano maggiori complessità nel 2006 sono amplificate aromi di pera, albicocca, pepe, nocciola e pietra focaia. Ha tensione e verve, tutto diretto da una fresca acidità. Il finale è di i bella personalità. In generale sono vini che invecchiano bene e che sopportano tranquillamente i 10-15 anni a seconda del carattere dell’annata.

Meursault 1er cru Les Cras

Les Cras sono l’unico Meursault 1er cru di Buisson-Charles situato nella parte nord del villaggio, la stessa investita quest’estate da una violentissima grandinata. Si sviluppa nella parte media – alta della collina, compreso tra la strada che porta a Volnay e il settore di Santenots una zona in particolare dedicata al pinot nero. Prende il nome dalla natura del terreno ricco di sassi e ciottoli. Sui quasi 4 ettari l’azienda dispone di 22 ari di belle vigne che sanno imprimere il valore territoriale.

Les Cras 2012 spinge verso una giusta concentrazione con uno sviluppo in tensione e una chiusura decisamente gessosa. Il 2011 disegna un vino di equilibrata densità, una struttura sostenuta da una fine mineralità e da un finale pieno di vitalità. Il 2010 fin dai primi assaggi mostra un profilo aromatico già ben aperto, è diretto ed incisivo. Les Cras 2009 è un vino che si fa scoprire lentamente e senza alzare la voce. È elegante, equilibrato e cremoso, ha larghezza ma anche l’energia necessaria per sviluppare un gran bel finale. È riscontrata una particolare finezza aromatica. Il 2007 si esprime su una bellissima salinità e un brio inusuale per questi vini. In finale di bocca presenta una lunga persistenza, vivacizzata dall’acidità e toni minerali. L’annata 2006 degustata dalla botte mostra un carattere totalmente diverso, più opulento, denso e saporito. Ridegustato qualche anno dopo si dimostra in forma smagliante con una raffinatezza che ne esalta le complessità. Note di arancia e mandarino, fiori di tiglio, miele di acacia, frutta matura, … In bocca è elegante e cremoso ma sempre ben vivo; la chiusura evidenzia la lunga persistenza, il deciso carattere minerale (molto saporito), la lunga scia di salivazione e la sfumatura tostata. Splendida interpretazione.

Meursault 1er cru Les Charmes

Con 35 ettari in produzione è il 1er cru più estesa, in maniera generale è senza dubbio quello che corrisponde maggiormente allo stereotipo dei vini di Meursault, grasso e voluminoso. Vista l’estensione e il carattere poco omogeneo dei vini è suddiviso in tre sotto-zone: Dessus, Milieu, Dessous. Più immediati e morbidi quelli di ”Dessous”, più intensi e concentrati quelli di “Milieu”, mentre più vivi e tesi quelli di “Dessus”. È il più a sud, ci troviamo proprio al confine con Puligny-Montrachet, una zona di debole pendenza, molto soleggiata e sassosa. Buisson-Charles coltiva una parcella di 17 ari situati nella parte alta del vigneto, proprio sotto la Grande Perrières; meno di 1’200 bottiglie sono prodotte annualmente.

In ogni annata queste vigne ci offrono vini generosi e di forte componente minerale, a questo carattere non sfugge il 2012. Un vino cremoso ma dotato di personalità e forte progressione con una lunga scia di salivazione sul finale. Anche nel 2011 il vino è solido anche se questo carattere sembra meno evidente che in altre annate. Ci sorprende per l’energia e gioca le proprie carte con grande eleganza. L’equilibrio e la freschezza aromatica danno origine a un vino che ci piace molto. Queste sensazioni sono confermate anche dalla degustazione del 2010. Il vino trova fondo, freschezza ed energia, ha grande spessore. Ricordando, per i nostri gusti, un 2008 con un’opulenza un po eccessiva questo 2009 ci consegna un vino di corposo sostenuto ma che trova brillantezza e freschezza. Ha fondo, un finale equilibrato, lunghezza e decisamente minerale. Un vino che saprà invecchiare molto bene. Questo fatto è testimoniato dal 2002 assaggiato qualche tempo fa. Di colore oro carico di una intensa brillantezza, introduce una nobile e complessa evoluzione aromatica evidenziata da sfumature di miele, resina, mela cotogna, fiori gialli, … La bocca è soave, tonica e viva, gioca sulla finezza. Chiude con un timbro esotico e sfumature speziate.


Meursault 1er cru

La Goutte d’Or

Da alcuni anni a questa parte la Goutte d’Or con le Bouchechères è il loro vino di riferimento, quello che ha elevato l’azienda tra le referenze di Meursault. Ogni anno ha saputo progredire fino diventare in assoluto una delle primissime espressioni della denominazione. La Goutte d’Or copre poco più di 5 ettari per una produzione totale di sole 60’000 bottiglie. “I Buisson” lavorano 26 ari situati proprio nel centro del cru, i filari corrono dall’alto al basso perfettamente esposti verso est e beneficiano dell’insolazione ideale mantenendosi protetti dagli eccessi microclimatici.

Il 2012 è un vino compatto di grande purezza, freschezza e salinità. Al momento la gioventù impedisce un’espressione equilibrata tra le parti ma lascia presagire un grande futuro, una convinzione che deriva dalla straordinaria persistenza gustativa e tattile. Il 2011 è un vino che esce sul finale con una grande spinta, nerbo e lunghezza. Il suo equilibrio è magistrale ed è garantito da una concentrazione non indifferente. L’emblema dei vini di Patrick Essa. Il 2010 si mostra più snello, con un bell’equilibrio e una lunghissima persistenza, a contorno note di gesso e citroné. Dopo un teso 2007, un ricco e concentrato 2008, ecco un grande 2009. Che personalità ! Al naso non stanca mai: fresco, floreale, con sfumature di frutta bianca, pietra focaia, … La bocca è dinamica, sprizza energia da tutti i pori gocando più sulla lunghezza che sulla larghezza. Ha un grande potenziale. Con curiosità recuperiamo le note di una degustazione dalle botti “ ricco, strutturato e pieno d’energia, diventerà un gran vino ” fu il nostro commento. Bene, non ci eravamo affatto sbagliati. Un’altra grande dimostrazione viene dal 2006, un vino che ci parla al futuro e bisogna interpretarlo per quello che saprà darti nel corso dei prossimi anni una volta raggiunto il perfetto equilibrio. Ha un potenziale enorme che si sviluppa tutto in progressione, è rigoroso e deciso. Ha una ricca materia ma la sua forma è talmente slanciata e che neanche si percepisce. Il finale è lunghissimo e molto persistente con una evidente vivacità a farla da padrone. Come invecchia questo vino ? Dopo una quindicina d’anni il bouquet e sontuoso con ampie complessità, la forte personalità gustativa non cederà facilmente come già dimostrato in molte occasioni.

Meursault 1er cru Les Bouches-Chères

Le Bouchères o Bouches-chères è un vino camaleontico che sa nascondersi in particolare nei primi anni di vita. Si potrebbe definire intellettuale perché ci costringe a riflettere per poterlo comprendere nei particolari e forse non lo capiremo mai fino in fondo. Le vigne sono situate sul prolungamento della Goutte d’Or in direzione sud, colline esposte a levante. È situato su suoli ciottolosi e argillo-calcarei, le inclinazioni sono importanti quindi ben drenate. Dal 1961 Michel Buisson etichetta il vino con l’antico termine di Bouches-Chères già in uso nel XIX secolo, la loro parcella misura 32 ari situati nel sud del vigneto. I ceppi furono impiantati negli anni ’50 e sono tutt’ora in perfetto stato di conservazione, la produzione si aggira attorno alle 2’000 bottiglie annue.

I 2012 saranno imbottigliati solo a partire dalla primavera 2013 quindi il vino lascia solo tracce di quello che ci può dare. Il naso è floreale, le sensazioni sono fresche mentre la bocca ha volume e grande energia. State in guardia perché non sarà da perdere. Il 2011 è un vino sottile, teso minerale e di buona profondità. Gli aromi sono nitidi, freschi e di alta qualità, al momento rivela in particolare l’aspetto floreale. Il 2010 mostra una bocca piena di vita e spinge con vigore terminando con note saporite. Un 2009 che ti permette di percepirne la precisione e la finezza aromatica assoluta. Profondo, con un affinamento in legno già ben integrato e di nobile fattura. Di bella grassezza e con una tensione che rinfresca e conduce ad un finale molto lungo. Cela, dietro una bella struttura, fascino e complessità; “Noblesse oblige”. Seguendo con più assaggi l’evoluzione del 2007 si può capire come il vino progredisce nel corso degli anni guadagnando in personalità. È deciso e tonico, ha una pregevole struttura e chiude con un finale vibrante e lungo accompagnato da un’accentuata vena minerale. Si può dire che sarà in particolare apprezzato dagli appassionati dei Meursault puri e tesi, capaci di evolvere nel tempo come conferma l’assaggio di un ’99. Per questo vino il tempo non passa mai e simboleggia la grandezza di questo millesimo in bianco. Il suo colore è meno evoluto di annate più recenti, al naso dà una scossa di vivacità e un’intensa mineralità. In bocca si sviluppa con coerenza nello stesso registro, la sua forma è longilinea e cesellata, un lungo percorso accompagnato da una vibrante energia. Un vino al top che non ha certo terminato la sua evoluzione. Con questa prova ci sono più chiare le potenzialità di questo territorio poco conosciuto.

Chassagne-Montrachet 1er cru En Remilly

En Remilly sovrasta l’area del Montrachet e del Chevalier-Montrachet, una vigna di un solo ettaro di superficie impiantata quasi direttamente sulla roccia.

Nel 2010 per la prima volta furono messe in vendita 600 bottiglie di questa denominazione, visto il risultato e la qualità di questo 1er cru la produzione fu ripetuta negli anni successivi. Degustato più volte in corso di maturazione in botte il 2011 sta affermando tutto il suo valore affermando il carattere roccioso del territorio. Si associano note floreali, d’infusione e di erbe aromatiche. L’ingresso in bocca è generoso, un’equilibrata concentrazione che trova tensione e lunghezza. La chiusura aromatica è molto piacevole, si riconoscono aromi di pera e una fine salinità. Attendiamo con impazienza di poterlo assaporare di nuovo tra alcuni anni in bottiglia.

Chassagne-Montrachet 1er cru La Romanée

La Romanée testimonia la presenza dei Romani nella zona di Chassagne, un territorio posizionato ad altezze più elevate con buone pendenze. È rivolto verso sud-est, su un suolo bruno-calcareo poco profondo. La totalità della sua superficie misura poco più di 4 ettari suddivisa “solamente” tra cinque proprietari.

Il vino prodotto in questa zona è raffinato, non devi ricercare la potenza ma bensì apprezzarne l’eleganza. L’assaggio in primeur del 2011 ci mostra un vino immediatamente aperto su intensi aromi, è evidenziata la fresca dolcezza del frutto e l’effetto minerale. È cremoso ed elegante, si sviluppa in lunghezza, il finale ne rimarca la maturità con ritorni di frutta gialla, una fine nota tostata e salina. Di questa denominazione è prodotta una sola botte.

Chablis Grand Cru Vaudésir

Questa nuova acquisizione è iniziata a partire dal 2012 dove saranno prodotto circa 900 bottiglie. La provenienza delle uve è ideale perché unisce il carattere di diversi territori.

Il recentissimo assaggio dalle botti dell’annata 2012 mostra un carattere diverso di quello che si è abituati su Meursault, conferma la classicità di Chablis. Afferma tutta la sua mineralità con sfumature olfattive di pietra focaia, mentre la bocca e sottile e tesa con una vibrante acidità a far salivare il finale di bocca. Ritornano sensazioni saline e gessose. Chiaro che la giusta concentrazione non manca ed emergerà solo in un secondo tempo.

Corton-Chrlemagne Grand Cru

È entrato a far parte dei vini del domaine solo a partire dell’annata 2011. I mosti per produrre un centinaio di bottiglie magnum e poco meno di 400 bottiglie provengono dal comune di Aloxe-Corton e più precisamente dalla zona di Le Charlemagne area reputata tra le più pregiate.

Nel primo assaggio in primeur del 2011 avvenuto nel novembre 2012 avevamo notato un vino che giocava sulla pienezza, la finezza e la piacevolezza. Ben vinificato mancava però di quelle complessità obbligatoriamente richieste a un grand cru. L’assaggio di novembre 2013 contraddice questa sensazione, il vino sta gradatamente raggiungendo il migliore livello, ha un corpo cremoso e ampio ma pure tanta energia che toglie quella sensazione di pesantezza spesso da noi rilevata su questa denominazione. Il vino esplode in sensazioni intense fruttate, floreali e saline. “Vin à suivre”.

Con il maggiore coinvolgimento di Patrick in questi ultimi anni pure i rossi hanno avuto una grande progressione qualitativa alzando l’asticella delle aspettative. I maggiori miglioramenti si sono verificati nelle concentrazioni, nella purezza e nella definizione aromatica ma soprattutto nella personalità dei vini garantita da un’uso sempre maggiore di vendemmie intere (uve non dirraspate). Le denominazioni non sono di primissimo piano ma Bourgogne Pinot Noir, En Chiveau e Les Santenots sanno affermare la loro provenienza e la propria ambizione.

Bourgogne Pinot Noir “Hautes Coutures”

Il loro Bourgogne nasce da tre parcelle distinte con vigne di oltre 55 anni di età media. Queste parcelle sono situate nella piana di Meursault nelle frazioni di Magny (26 ari), Hautes Coutures o Grandes Coutures (45 ari) e Petites Coutures (10 ari). Il vino è prodotto con gli identici standard qualitativi di un 1er cru con rese ben al di sotto da quelle richieste. Dagli ultimi anni è regolarmente vinificato con una proporzione del 30% di vendemmie intere. Un vino di tale carattere che gli permette di ben invecchiare per almeno una decina d’anni. A partire dall’annata 2012 questo vino avrà il diritto di riportare in etichetta il nome del dipartimento d’origine “La Côte d’Or”.

La versione 2011 punta sulla morbidezza e la piacevolezza. Nell’annata in questione ha subito importanti selezioni che hanno permesso di raggiungere una buona concentrazione. Grazie al concorso del 30% di vendemmie intere si è avvantaggiato della dolcezza del frutto, di tannini di qualità e di una viva freschezza. Un Buorgogne che non lascia per nulla indifferenti. Il 2009 ha goduto dell’omogeneità di una grande annata. Per una semplice denominazione regionale è una meraviglia, forse una delle migliori da noi assaggiate. È pieno e succoso, ha un’equilibrata materia, tannini arrotondati e un frutto sul finale che ne determina la piacevolezza. Bourgogne 2007 é di discreta struttura, la materia è buona e il vino dà un’immediata piacevolezza. Un vino di bella soddisfazione, anche in rapporto al suo prezzo.

Pommard “En Chiveau”

Pommard En Chiveau di Buisson-Charles è una piccola vigna pressoché sconosciuta situata nella parte superiore dell’area “village” (sopra i 1ers crus di Pommard), alla confluenza della Grande Combe. Poggia su terreni ferruginosi e freddi a maturazione lenta.

Per descrivere questo vino ci piace ricordare il commento di una amico appassionato della Borgogna “ … un vino ribelle, estroso, a tratti ingenuo, che sa farsi notare.” En Chiveau 2011 esprime aromi di piccoli frutti di bosco, sfumature di erbe aromatiche e una fresca vena minerale. Non sarà mai un vino muscoloso ma incisivo e vibrante che si apprezza per la sua originalità. Un 2010 intensamente profumato con note di fragoline di bosco e speziature, è ruspante, non sarà elegantissimo ma ha equilibrio. In annate come nel 2009 il vino sa esprimere il suo vero nerbo. La struttura è ricca e intensa, i tannini sono ben arrotondati. Ha energia e un finale equilibrato. Una vera delizia. En Chiveau 2008 soffre l’andamento del millesimo. Lo dimostra con un carattere snello e un po’ magro, una virilità che evidenzia una certa rusticità. Le condizioni fredde della zona non aiutano certo a raggiungere la giusta maturazione fenolica. Il 2007 è per contro un vino un po’ ruvido una sincerità che emerge in ogni annata escluso il 2009.

Volnay 1er cru Les Santenots
Situata nel comune di Meursault l’area di Les Santenots ha il diritto alla denominazione Volnay 1er cru in ragione della sua posizione situata al confine tra i due comuni, vigne che sono il naturale prolungamento di Les Caillerets e Chevret. Les Santenots sono una zona piuttosto estesa composta da parcelle di carattere geologico diverse. La parcella di proprietà misura 27 ari, i filari corrono con esposizione verso levante, su dolci pendenze con terre perfettamente drenanti. Un micro clima che da una maturazione degli acini abbastanza precoce. Le vinificazione di regola comprendono almeno del 50% di vendemmie intere.

L’annata 2011 si esprime con eleganza e struttura preservando la freschezza del frutto, l’aspetto floreale e le complessità minerali. L’entrata dà un vino di buona struttura con tannini vellutati, costruisce la propria forma attorno a una rigida colonna vertebrale. Ha lunghezza e una fine definizione aromatica in chiusura. Il 2010 si è rilevata un’annata da vigneron non molto omogenea ma chi ha saputo fare le scelte giuste “quel beaux vins”. In questo vino emergono concentrazione, tannini maturi e compatti, ed un finale speziato ed elegante. Il 2009 è il frutto di un millesimo eccellente, ha classe ed eleganza. La grana è molto fine e vellutata, con un finale che trova energia e grande equilibrio. Anche le annate 2007 e 2006 non sfuggono a questo carattere mostrando come logica vuole una struttura data dalle condizioni ambientali stagionali.

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