In Italiano: Domaine Buisson-Charles à Meursault par Nonsolodivino

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Meursault: Le Domaine Buisson-Charles

Il conteggio delle visite da Buisson-Charles è oramai sfuggito al nostro controllo, dal 2006 anche più volte l’anno è un indirizzo immancabile nel nostro carnet degli appuntamenti. Qui giochiamo in casa, l’accoglienza delle famiglie Buisson ed Essa fin dall’inizio è stata calorosa nei nostri confronti e con il passare degl’anni si è instaurato un vero rapporto d’amicizia che è andato ben oltre il parlar di vini. Abbiamo conosciuto Patrick Essa, la moglie Catherine e il suocero Michel Buisson in occasione della nostra prima apparizione alla Paulée de Meursault dove immediatamente si è creato un bel feeling. Proprio grazie a loro, anno dopo anno, ci siamo affezionati a questa terra, grazie ai suggerimenti di un grande esperto come Patrick Essa abbiamo via via ampliato ed approfondito le nostre conoscenze sulla Côte d’Or. Una grande passione che oggi si alimenta da sola.

Buisson-Charles è una piccola realtà strettamente legata al territorio di Meursault nata negl’anni ’60 dall’unione delle proprietà delle famiglie Buisson e Charles (nome di famiglia della moglie) gestita fin dall’inizio da Michel Buisson. Famiglie imparentate un po’ con tutti i paese in particolari modo con altri produttori di alto profilo. Michel è una persona straordinariamente brillante, un uomo di vigna che ha fatto le prime esperienze a fianco del padre negli anni ’50, sua prima vendemmia fu il 1955. Abbiamo avuto con lui diverse occasione di parlare di quei tempi, degli inizi, di quello che rappresentavano i vini di Meursault in quegl’anni … Un intenso momento che ci ha proiettati in una Borgogna d’altri tempi. Da subito Michel ha dato un’impronta chiara e netta alla sua azienda, puntando su Meursault classici e rigorosi, capaci di esaltarsi solo dopo alcuni anni di affinamento. Dopo il meritato ritiro e con il coinvolgimento della figlia Catherine e del genero Patrick Essa l’azienda ha ulteriormente progredito senza per altro perdere quell’identità cha ha saputo costruirsi nel corso dei decenni passati. Grazie alla sensibilità e alle grandi qualità degustative di Patrick i vini hanno guadagnato in classe, concentrazione e definizione aromatica, una purezza che li aiuta ad evidenziare il carattere territoriale. Patrick è convinto che un grande bianco non può mancare di una giusta concentrazione ma deve essere supportato da una vitalità che gli permetta di far evolvere le proprie complessità intrinseche per almeno un ventennio.

Il domaine si identifica ancor oggi nel territorio di Meursault, infatti il cuore dei suoi 6 ettari di vigne sono situati in terre di grande pregio nei cru di Les Tessons, Cras, Charmes, Bouchères e la Goutte d’Or. Dal 2010 per ampliare la loro offerta si è scelto di acquisire uve o vini rigidamente selezionati anche al di fuori del comune, vini elevati personalmente nelle cantine del domaine. Per questo motivo sulle etichette compariranno dal 2010 le denominazioni di Chassagne-Montrachet En Remilly e Chassagne-Montrachet La Romanée. Dal 2011 Corton-Charlemagne e dal 2012 Chablis Vaudésir. I loro bianchi stanno scalando gradatamente la gerarchia di Meursault, dopo averli degustati, anno dopo anno dalle botti o in bottiglia, siamo convinti che si sono inseriti nel ristretto gruppo dei migliori.

Bourgogne Aligoté

L’aligoté è un vitigno in genere trascurato anche se a Meursault fa parte della tradizione. Chez les Buisson gli vengono riservate attenzioni particolari. È coltivato su 0.44 ettari nella frazione di “Sous le Chemin” a Meursault ad alte densità d’impianto (11’000 ceppi per ettaro), i terreni sono argillo-calcarei, condizioni che ogni anno danno un vino di bella presenza. La struttura è di buona concentrazione sostenuta da un giusto equilibrio, con una viva tensione, un carattere gessoso e un finale con ritorni floreali. Un vino che amalgama bene la definizione territoriale ad un carattere varietale.

Bourgogne Chardonnay “Hautes Coutures”

Prodotto a partire dal 2011 proviene dalla parte alta della frazione denominata “Coutures” situata nei pressi di Limozin, non lontano dalla zona 1er cru. Le vigne hanno un’età di circa 30 anni mentre i vini elevati per la metà in pièces di due anni. L’aspirazione è quella di ottenere un piccolo Meursault.

Il 2011 esprime una piacevole tensione, una bella lunghezza e una piacevole salinità. Per contro il 2012 mostra maggiore ricchezza, un buon equilibrio e un finale che rimanda ritorni di agrumi. Per entrambe le annate l’effetto del legno apporta dolcezza senza invadere l’aspetto aromatico. Per 12.5 € un vino che non potrà mancare nella nostra cantina.

Meursault Vieilles Vignes

Un semplice “village” di quelli tosti che hanno bisogno di diversi anni per ben amalgamare i vini provenienti da diverse vigne, le cui età varia da 45 a 90 anni. La superficie destinata a questo vino è di circa 2 ettari situati in sei diversi lieux-dits. Vireuils e Meix Chavaux sono situati in zona collinare e apportano al blend freschezza e tensione; Marcausses, Vignes Blanches e Pellans sono situati ai piedi della collina, i loro vini contribuiscono alla struttura, mentre quello prodotto a Les Millerands dà finezza.

Il 2012 di recentissimo assaggio mostra la solita difficoltà d’espressione in fase giovanile anche se struttura, concentrazione ed acidità fanno presagire a un bel futuro. Un 2011 ricco e intenso, un corpo ben sostenuto da una vena acida che dà freschezza al finale. Dalla bottiglia 2010 sono evidenziate una componente gessosa, una ricca ed equlibrata materia, una bella tensione e un lungo ed elegante finale. Il carattere della vendemmia 2009 è riassunto da un vino piuttosto muscoloso, cremoso e morbido. 2008 e 2007 giocano sulla tensione e sull’energia anche se il volume non manca.

Meursault “Les Tessons”

Classificato village Les Tessons sono oramai da considerare un gran territorio tanto che ogni proprietario vinifica separatamente le proprie uve ogni anno. Le pendenze sono orientate verso est e posizionate nella parte centrale della collina. I suoli sono perfettamente drenati e ciottolosi, il sotto-strato è di tipo argillo-calcareo e di colore rossastro in virtù della presenza di detriti ferrugginosi. La famiglia Buisson è proprietaria di 34 ari di questo territorio sovente considerato a livello di un 1er cru.

Un 2012 che conferma il raggiungimento del top nelle denominazioni comunali. Mostra grande purezza e finezza, con una fase gustativa già ben messa per equilibrio e lunghezza. Un vino cremoso e soave con una precisa definizione minerale. Per contro l’annata 2011 dimostra minor ricchezza ma un carattere più snello, pieno d’energia e tensione. Più denso e concentrato il 2009 specie nella maturazione del frutto. Questo si riflette con una struttura rotonda e grassa, ma non manca pure di lunghezza, chiudendo su note di frutta bianca e floreali. Il 2008 offre una bella apertura d’aromi rimarcando note di agrumi, pesca e pera. Delicato ed elegante, offre un corpo di buon volume, equilibrio e una bella freschezza che dà lunghezza e persistenza. Il 2007 sintetizza alla perfezione il carattere dell’annata, spiccano con limpidezza sfumature di petali di rosa, limone e pera. Una sensazione di freschezza ben percepibile anche al gusto, si manifesta con brillantezza e energia il tutto racchiuso da delicata concentrazione. Anno dopo anno si manifestano maggiori complessità nel 2006 sono amplificate aromi di pera, albicocca, pepe, nocciola e pietra focaia. Ha tensione e verve, tutto diretto da una fresca acidità. Il finale è di i bella personalità. In generale sono vini che invecchiano bene e che sopportano tranquillamente i 10-15 anni a seconda del carattere dell’annata.

Meursault 1er cru Les Cras

Les Cras sono l’unico Meursault 1er cru di Buisson-Charles situato nella parte nord del villaggio, la stessa investita quest’estate da una violentissima grandinata. Si sviluppa nella parte media – alta della collina, compreso tra la strada che porta a Volnay e il settore di Santenots una zona in particolare dedicata al pinot nero. Prende il nome dalla natura del terreno ricco di sassi e ciottoli. Sui quasi 4 ettari l’azienda dispone di 22 ari di belle vigne che sanno imprimere il valore territoriale.

Les Cras 2012 spinge verso una giusta concentrazione con uno sviluppo in tensione e una chiusura decisamente gessosa. Il 2011 disegna un vino di equilibrata densità, una struttura sostenuta da una fine mineralità e da un finale pieno di vitalità. Il 2010 fin dai primi assaggi mostra un profilo aromatico già ben aperto, è diretto ed incisivo. Les Cras 2009 è un vino che si fa scoprire lentamente e senza alzare la voce. È elegante, equilibrato e cremoso, ha larghezza ma anche l’energia necessaria per sviluppare un gran bel finale. È riscontrata una particolare finezza aromatica. Il 2007 si esprime su una bellissima salinità e un brio inusuale per questi vini. In finale di bocca presenta una lunga persistenza, vivacizzata dall’acidità e toni minerali. L’annata 2006 degustata dalla botte mostra un carattere totalmente diverso, più opulento, denso e saporito. Ridegustato qualche anno dopo si dimostra in forma smagliante con una raffinatezza che ne esalta le complessità. Note di arancia e mandarino, fiori di tiglio, miele di acacia, frutta matura, … In bocca è elegante e cremoso ma sempre ben vivo; la chiusura evidenzia la lunga persistenza, il deciso carattere minerale (molto saporito), la lunga scia di salivazione e la sfumatura tostata. Splendida interpretazione.

Meursault 1er cru Les Charmes

Con 35 ettari in produzione è il 1er cru più estesa, in maniera generale è senza dubbio quello che corrisponde maggiormente allo stereotipo dei vini di Meursault, grasso e voluminoso. Vista l’estensione e il carattere poco omogeneo dei vini è suddiviso in tre sotto-zone: Dessus, Milieu, Dessous. Più immediati e morbidi quelli di ”Dessous”, più intensi e concentrati quelli di “Milieu”, mentre più vivi e tesi quelli di “Dessus”. È il più a sud, ci troviamo proprio al confine con Puligny-Montrachet, una zona di debole pendenza, molto soleggiata e sassosa. Buisson-Charles coltiva una parcella di 17 ari situati nella parte alta del vigneto, proprio sotto la Grande Perrières; meno di 1’200 bottiglie sono prodotte annualmente.

In ogni annata queste vigne ci offrono vini generosi e di forte componente minerale, a questo carattere non sfugge il 2012. Un vino cremoso ma dotato di personalità e forte progressione con una lunga scia di salivazione sul finale. Anche nel 2011 il vino è solido anche se questo carattere sembra meno evidente che in altre annate. Ci sorprende per l’energia e gioca le proprie carte con grande eleganza. L’equilibrio e la freschezza aromatica danno origine a un vino che ci piace molto. Queste sensazioni sono confermate anche dalla degustazione del 2010. Il vino trova fondo, freschezza ed energia, ha grande spessore. Ricordando, per i nostri gusti, un 2008 con un’opulenza un po eccessiva questo 2009 ci consegna un vino di corposo sostenuto ma che trova brillantezza e freschezza. Ha fondo, un finale equilibrato, lunghezza e decisamente minerale. Un vino che saprà invecchiare molto bene. Questo fatto è testimoniato dal 2002 assaggiato qualche tempo fa. Di colore oro carico di una intensa brillantezza, introduce una nobile e complessa evoluzione aromatica evidenziata da sfumature di miele, resina, mela cotogna, fiori gialli, … La bocca è soave, tonica e viva, gioca sulla finezza. Chiude con un timbro esotico e sfumature speziate.


Meursault 1er cru

La Goutte d’Or

Da alcuni anni a questa parte la Goutte d’Or con le Bouchechères è il loro vino di riferimento, quello che ha elevato l’azienda tra le referenze di Meursault. Ogni anno ha saputo progredire fino diventare in assoluto una delle primissime espressioni della denominazione. La Goutte d’Or copre poco più di 5 ettari per una produzione totale di sole 60’000 bottiglie. “I Buisson” lavorano 26 ari situati proprio nel centro del cru, i filari corrono dall’alto al basso perfettamente esposti verso est e beneficiano dell’insolazione ideale mantenendosi protetti dagli eccessi microclimatici.

Il 2012 è un vino compatto di grande purezza, freschezza e salinità. Al momento la gioventù impedisce un’espressione equilibrata tra le parti ma lascia presagire un grande futuro, una convinzione che deriva dalla straordinaria persistenza gustativa e tattile. Il 2011 è un vino che esce sul finale con una grande spinta, nerbo e lunghezza. Il suo equilibrio è magistrale ed è garantito da una concentrazione non indifferente. L’emblema dei vini di Patrick Essa. Il 2010 si mostra più snello, con un bell’equilibrio e una lunghissima persistenza, a contorno note di gesso e citroné. Dopo un teso 2007, un ricco e concentrato 2008, ecco un grande 2009. Che personalità ! Al naso non stanca mai: fresco, floreale, con sfumature di frutta bianca, pietra focaia, … La bocca è dinamica, sprizza energia da tutti i pori gocando più sulla lunghezza che sulla larghezza. Ha un grande potenziale. Con curiosità recuperiamo le note di una degustazione dalle botti “ ricco, strutturato e pieno d’energia, diventerà un gran vino ” fu il nostro commento. Bene, non ci eravamo affatto sbagliati. Un’altra grande dimostrazione viene dal 2006, un vino che ci parla al futuro e bisogna interpretarlo per quello che saprà darti nel corso dei prossimi anni una volta raggiunto il perfetto equilibrio. Ha un potenziale enorme che si sviluppa tutto in progressione, è rigoroso e deciso. Ha una ricca materia ma la sua forma è talmente slanciata e che neanche si percepisce. Il finale è lunghissimo e molto persistente con una evidente vivacità a farla da padrone. Come invecchia questo vino ? Dopo una quindicina d’anni il bouquet e sontuoso con ampie complessità, la forte personalità gustativa non cederà facilmente come già dimostrato in molte occasioni.

Meursault 1er cru Les Bouches-Chères

Le Bouchères o Bouches-chères è un vino camaleontico che sa nascondersi in particolare nei primi anni di vita. Si potrebbe definire intellettuale perché ci costringe a riflettere per poterlo comprendere nei particolari e forse non lo capiremo mai fino in fondo. Le vigne sono situate sul prolungamento della Goutte d’Or in direzione sud, colline esposte a levante. È situato su suoli ciottolosi e argillo-calcarei, le inclinazioni sono importanti quindi ben drenate. Dal 1961 Michel Buisson etichetta il vino con l’antico termine di Bouches-Chères già in uso nel XIX secolo, la loro parcella misura 32 ari situati nel sud del vigneto. I ceppi furono impiantati negli anni ’50 e sono tutt’ora in perfetto stato di conservazione, la produzione si aggira attorno alle 2’000 bottiglie annue.

I 2012 saranno imbottigliati solo a partire dalla primavera 2013 quindi il vino lascia solo tracce di quello che ci può dare. Il naso è floreale, le sensazioni sono fresche mentre la bocca ha volume e grande energia. State in guardia perché non sarà da perdere. Il 2011 è un vino sottile, teso minerale e di buona profondità. Gli aromi sono nitidi, freschi e di alta qualità, al momento rivela in particolare l’aspetto floreale. Il 2010 mostra una bocca piena di vita e spinge con vigore terminando con note saporite. Un 2009 che ti permette di percepirne la precisione e la finezza aromatica assoluta. Profondo, con un affinamento in legno già ben integrato e di nobile fattura. Di bella grassezza e con una tensione che rinfresca e conduce ad un finale molto lungo. Cela, dietro una bella struttura, fascino e complessità; “Noblesse oblige”. Seguendo con più assaggi l’evoluzione del 2007 si può capire come il vino progredisce nel corso degli anni guadagnando in personalità. È deciso e tonico, ha una pregevole struttura e chiude con un finale vibrante e lungo accompagnato da un’accentuata vena minerale. Si può dire che sarà in particolare apprezzato dagli appassionati dei Meursault puri e tesi, capaci di evolvere nel tempo come conferma l’assaggio di un ’99. Per questo vino il tempo non passa mai e simboleggia la grandezza di questo millesimo in bianco. Il suo colore è meno evoluto di annate più recenti, al naso dà una scossa di vivacità e un’intensa mineralità. In bocca si sviluppa con coerenza nello stesso registro, la sua forma è longilinea e cesellata, un lungo percorso accompagnato da una vibrante energia. Un vino al top che non ha certo terminato la sua evoluzione. Con questa prova ci sono più chiare le potenzialità di questo territorio poco conosciuto.

Chassagne-Montrachet 1er cru En Remilly

En Remilly sovrasta l’area del Montrachet e del Chevalier-Montrachet, una vigna di un solo ettaro di superficie impiantata quasi direttamente sulla roccia.

Nel 2010 per la prima volta furono messe in vendita 600 bottiglie di questa denominazione, visto il risultato e la qualità di questo 1er cru la produzione fu ripetuta negli anni successivi. Degustato più volte in corso di maturazione in botte il 2011 sta affermando tutto il suo valore affermando il carattere roccioso del territorio. Si associano note floreali, d’infusione e di erbe aromatiche. L’ingresso in bocca è generoso, un’equilibrata concentrazione che trova tensione e lunghezza. La chiusura aromatica è molto piacevole, si riconoscono aromi di pera e una fine salinità. Attendiamo con impazienza di poterlo assaporare di nuovo tra alcuni anni in bottiglia.

Chassagne-Montrachet 1er cru La Romanée

La Romanée testimonia la presenza dei Romani nella zona di Chassagne, un territorio posizionato ad altezze più elevate con buone pendenze. È rivolto verso sud-est, su un suolo bruno-calcareo poco profondo. La totalità della sua superficie misura poco più di 4 ettari suddivisa “solamente” tra cinque proprietari.

Il vino prodotto in questa zona è raffinato, non devi ricercare la potenza ma bensì apprezzarne l’eleganza. L’assaggio in primeur del 2011 ci mostra un vino immediatamente aperto su intensi aromi, è evidenziata la fresca dolcezza del frutto e l’effetto minerale. È cremoso ed elegante, si sviluppa in lunghezza, il finale ne rimarca la maturità con ritorni di frutta gialla, una fine nota tostata e salina. Di questa denominazione è prodotta una sola botte.

Chablis Grand Cru Vaudésir

Questa nuova acquisizione è iniziata a partire dal 2012 dove saranno prodotto circa 900 bottiglie. La provenienza delle uve è ideale perché unisce il carattere di diversi territori.

Il recentissimo assaggio dalle botti dell’annata 2012 mostra un carattere diverso di quello che si è abituati su Meursault, conferma la classicità di Chablis. Afferma tutta la sua mineralità con sfumature olfattive di pietra focaia, mentre la bocca e sottile e tesa con una vibrante acidità a far salivare il finale di bocca. Ritornano sensazioni saline e gessose. Chiaro che la giusta concentrazione non manca ed emergerà solo in un secondo tempo.

Corton-Chrlemagne Grand Cru

È entrato a far parte dei vini del domaine solo a partire dell’annata 2011. I mosti per produrre un centinaio di bottiglie magnum e poco meno di 400 bottiglie provengono dal comune di Aloxe-Corton e più precisamente dalla zona di Le Charlemagne area reputata tra le più pregiate.

Nel primo assaggio in primeur del 2011 avvenuto nel novembre 2012 avevamo notato un vino che giocava sulla pienezza, la finezza e la piacevolezza. Ben vinificato mancava però di quelle complessità obbligatoriamente richieste a un grand cru. L’assaggio di novembre 2013 contraddice questa sensazione, il vino sta gradatamente raggiungendo il migliore livello, ha un corpo cremoso e ampio ma pure tanta energia che toglie quella sensazione di pesantezza spesso da noi rilevata su questa denominazione. Il vino esplode in sensazioni intense fruttate, floreali e saline. “Vin à suivre”.

Con il maggiore coinvolgimento di Patrick in questi ultimi anni pure i rossi hanno avuto una grande progressione qualitativa alzando l’asticella delle aspettative. I maggiori miglioramenti si sono verificati nelle concentrazioni, nella purezza e nella definizione aromatica ma soprattutto nella personalità dei vini garantita da un’uso sempre maggiore di vendemmie intere (uve non dirraspate). Le denominazioni non sono di primissimo piano ma Bourgogne Pinot Noir, En Chiveau e Les Santenots sanno affermare la loro provenienza e la propria ambizione.

Bourgogne Pinot Noir “Hautes Coutures”

Il loro Bourgogne nasce da tre parcelle distinte con vigne di oltre 55 anni di età media. Queste parcelle sono situate nella piana di Meursault nelle frazioni di Magny (26 ari), Hautes Coutures o Grandes Coutures (45 ari) e Petites Coutures (10 ari). Il vino è prodotto con gli identici standard qualitativi di un 1er cru con rese ben al di sotto da quelle richieste. Dagli ultimi anni è regolarmente vinificato con una proporzione del 30% di vendemmie intere. Un vino di tale carattere che gli permette di ben invecchiare per almeno una decina d’anni. A partire dall’annata 2012 questo vino avrà il diritto di riportare in etichetta il nome del dipartimento d’origine “La Côte d’Or”.

La versione 2011 punta sulla morbidezza e la piacevolezza. Nell’annata in questione ha subito importanti selezioni che hanno permesso di raggiungere una buona concentrazione. Grazie al concorso del 30% di vendemmie intere si è avvantaggiato della dolcezza del frutto, di tannini di qualità e di una viva freschezza. Un Buorgogne che non lascia per nulla indifferenti. Il 2009 ha goduto dell’omogeneità di una grande annata. Per una semplice denominazione regionale è una meraviglia, forse una delle migliori da noi assaggiate. È pieno e succoso, ha un’equilibrata materia, tannini arrotondati e un frutto sul finale che ne determina la piacevolezza. Bourgogne 2007 é di discreta struttura, la materia è buona e il vino dà un’immediata piacevolezza. Un vino di bella soddisfazione, anche in rapporto al suo prezzo.

Pommard “En Chiveau”

Pommard En Chiveau di Buisson-Charles è una piccola vigna pressoché sconosciuta situata nella parte superiore dell’area “village” (sopra i 1ers crus di Pommard), alla confluenza della Grande Combe. Poggia su terreni ferruginosi e freddi a maturazione lenta.

Per descrivere questo vino ci piace ricordare il commento di una amico appassionato della Borgogna “ … un vino ribelle, estroso, a tratti ingenuo, che sa farsi notare.” En Chiveau 2011 esprime aromi di piccoli frutti di bosco, sfumature di erbe aromatiche e una fresca vena minerale. Non sarà mai un vino muscoloso ma incisivo e vibrante che si apprezza per la sua originalità. Un 2010 intensamente profumato con note di fragoline di bosco e speziature, è ruspante, non sarà elegantissimo ma ha equilibrio. In annate come nel 2009 il vino sa esprimere il suo vero nerbo. La struttura è ricca e intensa, i tannini sono ben arrotondati. Ha energia e un finale equilibrato. Una vera delizia. En Chiveau 2008 soffre l’andamento del millesimo. Lo dimostra con un carattere snello e un po’ magro, una virilità che evidenzia una certa rusticità. Le condizioni fredde della zona non aiutano certo a raggiungere la giusta maturazione fenolica. Il 2007 è per contro un vino un po’ ruvido una sincerità che emerge in ogni annata escluso il 2009.

Volnay 1er cru Les Santenots
Situata nel comune di Meursault l’area di Les Santenots ha il diritto alla denominazione Volnay 1er cru in ragione della sua posizione situata al confine tra i due comuni, vigne che sono il naturale prolungamento di Les Caillerets e Chevret. Les Santenots sono una zona piuttosto estesa composta da parcelle di carattere geologico diverse. La parcella di proprietà misura 27 ari, i filari corrono con esposizione verso levante, su dolci pendenze con terre perfettamente drenanti. Un micro clima che da una maturazione degli acini abbastanza precoce. Le vinificazione di regola comprendono almeno del 50% di vendemmie intere.

L’annata 2011 si esprime con eleganza e struttura preservando la freschezza del frutto, l’aspetto floreale e le complessità minerali. L’entrata dà un vino di buona struttura con tannini vellutati, costruisce la propria forma attorno a una rigida colonna vertebrale. Ha lunghezza e una fine definizione aromatica in chiusura. Il 2010 si è rilevata un’annata da vigneron non molto omogenea ma chi ha saputo fare le scelte giuste “quel beaux vins”. In questo vino emergono concentrazione, tannini maturi e compatti, ed un finale speziato ed elegante. Il 2009 è il frutto di un millesimo eccellente, ha classe ed eleganza. La grana è molto fine e vellutata, con un finale che trova energia e grande equilibrio. Anche le annate 2007 e 2006 non sfuggono a questo carattere mostrando come logica vuole una struttura data dalle condizioni ambientali stagionali.

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Millésime 2013: caractères des vins après fermentations alcooliques

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Millésime 2013: caractères des vins après fermentations alcooliques

Nous voici, six semaines après le début des fermentations alcooliques, où celles-ci réalisées entièrement en fûts doivent être achevées ou en voie de l'être. J'apprécie beaucoup les vins qui terminent leurs sucres entre six et huit semaines car en général cette fermentation lente sous bois dans un milieu ambiant compris entre 13 et 16 degrés, leur apporte pureté, densité et amalgame parfait avec le bois.

Ces 2013 encore parfois un peu laiteux sur le plan visuel se comportent bien et commencent seulement à livrer leurs messages olfactif et organoleptique. Voici selon les couleurs mes impressions après une revue complète hier 23 Novembre 2013:

Les pinots récoltés parfaitement sains à Pommard - En Chiveau n'a quasiment pas grêlé - et en Bourgogne rouge se présentent pour l'instant sur des couleurs rubis assez sombres. Les tanins sont abondants et en ce moment encore un peu fermes, sans excès mais comme les niveaux d'acidité malique et de CO2 sont élevés, ils constituent de fort belles promesses. Les Santenots grêlés à 50% avant véraison ont été vinifiés dans une petite cuve et présentent un peu moins de couleur mais une texture très soyeuse. Certaines pièces réduisent faiblement car elles démarrent leurs fermentations Malo-lactiques.

Les blancs sont encore tous un peu troubles mais les "impressions sucrées" s'estompent et il devraient être tous secs d'ici à 15 jours. Les fruités sont intenses et très purs sans le moindre accent réduit. On perçoit chez tous une acidité présente ET une belle concentration de texture. Ils rappellent les 2010 au même stade mais avec un fruité blanc moins exotique et de jolies notes florales. Je pense qu'ils seront un peu moins denses mais beaucoup plus fins que les 2012. Ils rappèlent les 1985 et les 1964 dans leur forme.

À suivre...

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Dégustation: Meursault Goutte d'Or 1983

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Dégustation: Meursault Goutte d'Or 1983

Tiré de la cave du domaine ce cru qui fêtait ses 30 ans se présentait encore en grande forme tant ses arômes étaient encore francs et son équilibre frais. Un vin "vivant" obturé par un solide bouchon se présentant sur un jaune d'Or qui évoque le cru dont il est issu, ce qui n'est pas le cas tous les ans.

Son nez intense de vin liquoreux surprend mais nous n'avons pas oublié qu'il est né en étant marqué par un botrytis présent, cela se retrouve aujourd'hui et interpelle. Car sa forme originale est peu en phase avec les canons de l'appellation et bien plus emprunte du caractère de l'année et de celui du cépage altéré par la pourriture.

Il reste pourtant un grand vin de plaisir car sa bouche visqueuse et parfaitement sèche porte en elle un moëlleux naturel que beaucoup associent aux vins de Meursault. Les arômes de gingembre, de fruits confits et d'écorce d'orange sont gourmands à souhait et signent un vin très singulier à forte personnalité. Long et intense, un Goutte d'Or taillé pour le foie gras.

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Meursault Les Tessons: à nul autre second?

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Meursault Les Tessons: à nul autre second?

Une partie du coteau orienté plein Est à Meursault n'a pas eu le classement premier cru décrété au début des années 50 du siècle précédent. Après que les différents syndicats communaux aient refusés de se mettre d'accord pour définir une aire en grand cru juste avant la seconde guerre mondiale, préférant miser sur le seul nom de Meursault, la commune s'est retrouvée avec le principal coteau blanc de Côte d'Or à délimiter selon une logique excluant les classements des autres communes et avec la volonté de créer un équilibre de production entre les zones "premier cru", "village" et "régionale". Disons le clairement les groupes de vignerons qui ont œuvré alors ont été remarquablement inspiré car le village s'est retrouvé avec certains des meilleurs climats blancs et rouges de la Côte dans les deux couleurs, sur chaque classe.

Parvenir à intégrer les Santenots et les Petures dans le wagon des premiers crus de Volnay tout en autorisant un classement Meursault premier cru blanc dans ces même lieux dits, définir un peu plus de 100 hectares de vignes dans chaque classe et préserver comme dans peu d'endroits l'utilisation de lieux-dits très qualitatifs se vendant chers, tout en gardant "Meursault" et/ou "Volnay" sur chaque étiquette fut assurément d'une rare présence d'esprit.

Si l'on excepte le dessous des Charmes un peu juste - dans quelques secteurs seulement - pour affirmer une réelle nature de cru de haut vol l'ensemble du finage à été fort justement évalué et découpé. Ainsi Le Tesson - ou les Tessons dans les cadastres anciens - est il naturellement à sa place en premier des seconds. Suivi de près par le bas des Narvaux, le Limozin, le Clos des Rougeots et le dessus des Chevalières, ce cru parfois positionné en première classe au 19 ième siècle par le Dr Lavalle ou au début du 20 ième par Camille Rodier n'a pas la classe ultime des sept premiers crus majeurs de la commune, tous positionnés sur le coteau Sud. Il peut, en revanche, être tout à fait au niveau des crus de la zone Blagny ou des crus du Nord, surpassant même Jeunelotte, Ravelles, la pièce sous le Dos d'Âne et l'ensemble des crus d'altitude situés sur Puligny (Garenne,Sous le Puits, Truffières, Hameau de Blagny et Champs Gains).

Mesurant un peu plus de cinq hectares il regroupe différents petits Clos et forme un ensemble entièrement orienté à l'Est de manière très uniforme. À l'inverse du Clos des Rougeots ou des Chevalières, il n'est pas encore sous une influence éolienne froide notable venant de la Combe d'Auxey et arrive à maturité au même moment que les crus du coteau Sud, parfois même avant les Bouches-Chères et la Goutte d'Or.

Partagés entre neuf propriétaires qui, à l'exception de la maison Bouchard qui l'assemble, en tirent tous une cuvée singulière, il comporte au moins trois sous lieux-dits : le "Clos de Mon Plaisir", le" Clos du Tesson" et le "Clos du Haut Tesson". Le premier inclu deux producteurs mais Pierre Morey laisse ce nom poétique au domaine Roulot, le Clos du Haut Tesson qui le jouxte au Sud n'est pas revendiqué et la maison Sauvestre revendique parfois le Clos du Tesson qui est juste dessous le Mon Plaisir.

Le Domaine Buisson-Charles possède ici 32 ares qui ferment le lieu-dit au Sud selon des rangs qui finissent " en pointe ". Deux parcelles différentes ont été plantées en 1964 et 1974 avec des plants très fins qui produisent naturellement peu. Rares sont les années ou les 45hl/ha sont atteints.

Vin de race et d'élégance Les Tessons ont une réelle accessibilité en vin jeune tout en préservant une fraîche tension interne. La nature quelque peu ferrugineuse de son sol rougeâtre et le profil pierreux de son substrat argilo-calcaire confère au cru une douceur tactile évidente et un fruité "blanc" finement iodé qui le caractérise nettement. Jeune il embaume les fleurs blanches et plus âgé il décline de forts subtiles notes de tilleul et de fleur de vigne , le tout sur un corps svelte et un profil ciselé...assurément un Meursault élégant qui cousine avec La Goutte d'Or voisine.

Meursault Les Tessons: à nul autre second?Meursault Les Tessons: à nul autre second?
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Ab origine fidelis - Fidèle à ses origines

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Ab origine fidelis - Fidèle à ses origines

L'Éveil

Il prit la cerpe pour curer son fessou et faire reluire la lame à reflets argentés de son outil. Puis ses mains calleuses et grêles se saisirent du manche lisse pour le retourner et observer la justesse de son équilibre avant de le porter à son épaule pour se diriger à pied dans la Vazelle, un lopin de vignes d'ordinaires qu'il bichonnait avec respect.

Plantée par Louis le grand père et entretenue par ses fils ce bout de vignes dans les bas donnait depuis toujours le vin de la famille, celui qui la fortifiait, celui qui sans doute aussi adoucissait la peine de ces travailleurs courbés. Cassé en deux, le dos émergeant du rang et la casquette de toile vissée sur le front, il maniait le rudimentaire outil avec souplesse . Sa lame lisse tranchait la terre en léchant respectueusement le cep, sans à coup avec une précision millimétrée, un geste fruste, d'une grâce indicible. Je l'observais depuis le contour où je jouais avec mon vélo.

Ce Jeudi , je ne saurais dire pourquoi, je compris que mon temps était venu et que regarder la sueur de mon père perler sur son front et mouiller son maillot bleu roi jusqu'au nombril n'était plus de mon âge. A 12 ans moi aussi je pouvais me saisir de cette pioche recourbée pour me rendre utile en soulageant mon aîné. Il faisait chaud, je m'approchais de lui sans mot dire et, se relevant, il comprit. Un large sourire coupa son visage buriné et il me tendit ce manche que je n'imaginais pas si lourd. Il était encore chaud et humide. Mes premiers coups furent un combat chaotique contre cette terre sèche mêlée de mauvaises herbes. Combien de règes ai-je déchirés avant que de savoir les inciser avec dextérité! Apprendre me pris du temps. Jamais ma volonté ne m'abandonna.

A la tombée de la nuit, de retour en notre humble demeure, le repas était servi. Ma mère un peu inquiète de ce retour tardif mais heureuse de nous voir rentrer nous attendait sur le pas de la porte, son torchon à la main. Nous prîmes place autour de l'épaisse table de chêne et mon verre fut rempli au tiers pour la première fois. Jamais je ne me sentis plus fier et ces regards bleus qu'échangèrent mes parents firent de moi un presque adulte qui aurait pu piocher toute la nuit! Je bus ce Vazelle doucement avec délectation et bonheur. Je crois depuis avoir bu de nombreux vins meilleurs, mais aucun n'a plus jamais eu cette saveur la... Patrick Essa - Juillet 2013 à Meursault

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Bonde et trou...

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Le dernier Guide Parker à propos du Domaine Buisson-Charles

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Élogieux...

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Température et condition de service de nos vins

Publié le par Site internet officiel du Domaine Buisson-Charles

Nombre de vins blancs sont servis frais, trop frais. Ils sortent du frigo ou pire d'un seau à glace et entrent dans vos verres à moins de 9 degrés. Cela ne convient que fort mal aux vins du domaine Buisson- Charles qui ne doivent jamais être servi au dessous de 12 degrés sans quoi les notes aromatiques les plus complexes seront irrémédiablement atténuées. La fraîcheur des crus de La Côte des blancs provient de leur situation septentrionale qui naturellement leur procure une juste acidité. Il n'est dès lors pas nécessaire de l'exalter artificiellement en servant ces vins glacés. Carafage possible sur les vins de moins de six ans.

Les rouges seront servi plus ou mois aux abords de 14/15 degrés en l'absence de tout carafage. Le pinot y perdant son fruit le plus délicat.

Température et condition de service de nos vins
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Alors ce Millésime 2013 à Meursault?

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Quatre semaines après le début des vendanges il est permis de faire un premier bilan d'une année 2013 à nulle autre pareille. Que de temps et d'énergie auront été nécessaire pour générer ce millésime périlleux à cultiver, récolter et vinifier. Le bon sens comme souvent aura prévalu et se souvenir que rentrer des raisins mûrs et sains est l'unique moyen de réussir pleinement une année tardive aura permis de préserver l'essentiel, à savoir des moûts équilibrés, bien à assez bien chargés en alcool - 12/13 degrés - et susceptibles d'être peu ou pas corrigés.

Sur la Côte des Blancs entre Rully et Meursault le temps a été clément grâce à des mois de Juillet, Août et Septembre chauds et ensoleillés. Certes le cycle végétatif fut tardif et frais à ses débuts mais il n'a pas été entrecoupé par les funestes épisodes de grêle qui ont marqué la Côte de Beaune des rouges, sauf au nord de Meursault dans le secteur des Santenots, planté toutefois largement en pinot noir. Le " monde " des blancs bourguignons élevés sous bois s'en sort donc bien.

Cependant récolter des raisins de chardonnays tardifs a des conséquences importantes et il est sans doute parfaitement faux d'imaginer que cela suffit à signifier que ce cépage saura générer de bons vins, sans coup férir. Il était très important de vinifier sans le moindre grain botrytisé et surtout de patienter pour obtenir des niveaux d'acidités maliques acceptables, c'est à dire inférieurs aux acidités tartriques. Pour cela il fallait pouvoir réunir trois conditions:

1/ couper les chardonnays quelles que soient les zones, hautes ou basses, après le 28 Septembre et avant le 4 Octobre.

2/ Vendanger dans des vignes pas ou peu botrytisées et enlever impitoyablement la pourriture qui augmente les degrés, rend les arômes variétaux et vulgaires et déséquilibre les vins. Se passer absolument des degrés factices des baies altérées.

3/ Peu ou pas chaptaliser - une opération parfaitement légale et encadrée - car des vins à forte acidité potentielle s'ils supportent analytiquement le sucre ajouté, y perdent leur race de terroir et redeviennent neutres et irrémédiablement variétaux. Moins de un degré de correction et si possible moins encore...ou pas du tout!

On le voit l'incertitude caractèrisera ce millésime qui à son meilleur pourrait être grandissime sur une race de terroir éblouissante ou alors maigre, vert, dilué et sur-chaptalisé. 2013 sera une année hétérogène par excellence et il faudra du temps pour séparer le bon grain de l'ivraie car les boisés et l'acidité masqueront en jeunesse les imperfections des vins faibles.

Le temps irrémédiablement remettra les choses en place et gare alors... Car n'oublions pas - par exemple - que le déséquilibré 1996 a mis près de six ans à livrer son message de millésime évolutif en mettant alors en évidence ses faiblesses initiales. Nous produisons des blancs de garde... Il faut s'en souvenir!

Je suis optimiste toutefois - on ne se refait pas! - 2013 peu abondant se vendra bien et les clients y trouveront largement leur compte car à leur sommet ces vins seront les compagnons idéaux de la belle gastronomie. Un vieillissement de plus de cinq ans les affinera, 7 années magnifieront leur originalité et " in fine " leur longévité me paraît potentiellement très importante. Cela dit alors que je ne suis pas devin mais croyez moi j'y crois!

2013 donnera des vins à forts caractères... Assurément!

Alors ce Millésime 2013 à Meursault?
Alors ce Millésime 2013 à Meursault?Alors ce Millésime 2013 à Meursault?
Alors ce Millésime 2013 à Meursault?Alors ce Millésime 2013 à Meursault?

En 2013 le monde des blancs bourguignons élevés sous bois s'en sort bien... Très bien!

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Les vins fermentent en fûts dans les caves séculaires

Publié le par Site internet officiel du Domaine Buisson-Charles

Les vins fermentent en fûts dans les caves séculaires
Les vins fermentent en fûts dans les caves séculairesLes vins fermentent en fûts dans les caves séculaires

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Millésime 2013: un début d'analyse des équilibres constatés dans les crus blancs

Publié le par Site internet officiel du Domaine Buisson-Charles

Les raisins sont désormais tous rentrés et l'ensemble des blancs est pressuré, alors que les rouges cuvent. Les moûts fermentent tranquillement et commencent même pour certains d'entre eux à se calmer et à s'éclaircir. Un petit coup de dodine pour les remuer et entretenir ainsi la fermentation est effectué chaque jour. Le rythme de dégradation des sucres est très bon et nos vins blancs devraient être clairs dans six semaines.

Les profils analytiques de l'année soulignent avec acuité qu'il fallait absolument attendre - dans les vignes du domaine - le 28/29 Septembre pour les cueillir car même si les sucres pouvaient être élevés dans certaines vignes de domaines ayant coupé tôt - dès le 21 pour certains! - cela était uniquement dû à une importante proportion de botrytis. Hors pour faire un grand blanc sec il ne faut absolument aucun botrytis et de " vrais " sucres au dessus de 190 grammes potentiel au minimum.

Les acidités totales furent supérieures à 6.2 mais il fallait pour cela couper mûr, sans quoi elles pouvaient flirter avec des valeurs allant jusqu'à 7.2/7.3. Heureusement la proportion de malique est importante et cela compensera au final, mais rien à faire ceux dont le potentiel d'acidité malique est supérieure de plus de 30% à celui de l'acidité tartrique auront des vins plus que "pointus". Je n'aime pas ces équilibres de vins Nord Extrême et je me félicite d'avoir obtenu partout plus de 200 grammes de sucres potentiel sans que dans AUCUNE vigne mes acidités totales ne dépassent 6.4. En moyenne 6.1 de Totale, pour 5.2 de tartrique et 4.5 de malique. La matière initiale pour faire de très bons vins est là cette année au Domaine Buisson-Charles et croyez moi cela ne fut pas une mince affaire pour l'obtenir. Pour cela diverses prises de risque furent de mises:

1/ Ébourgeonner sévèrement en dépit des faibles productions des cinq années antérieures.Résultats: environ 30 hl de rendements en crus et 40 hl en villages.

2/ Attendre la vraie maturité du raisin en bravant des annonces météos pessimistes. Au final: une demie journée

de pluie à peine!





3/Rentrer l'ensemble de la récolte en caisse de 25 kg après l'avoir triée à la vigne - y compris l'aligoté! - et vinifier sans AUCUN botrytis.





4/Pressurer tous les blancs en grappes entières pour obtenir des lies plus fines et saines et augmenter la qualité du fruit.





5/ entonner les blancs en fûts avant fermentation alcoolique pour faire celles-ci en fûts et améliorer de manière notable la qualité des prises de bois.





Millésime 2013: un début d'analyse des équilibres constatés dans les crus blancs
Millésime 2013: un début d'analyse des équilibres constatés dans les crus blancs
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Remontage des rouges vinifiés durant environ 21 jours

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Remontage des rouges vinifiés durant environ 21 jours
Remontage des rouges vinifiés durant environ 21 joursRemontage des rouges vinifiés durant environ 21 joursRemontage des rouges vinifiés durant environ 21 jours

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Entonnage par gravité et fermentations alcooliques complètes en fûts de neufs à deux ans.

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Entonnage par gravité et fermentations alcooliques complètes en fûts de neufs à deux ans.

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Pressurage des blancs en grappes entières, sans trituration, sans foulage...

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Pressurage des blancs en grappes entières, sans trituration, sans foulage...
Pressurage des blancs en grappes entières, sans trituration, sans foulage...Pressurage des blancs en grappes entières, sans trituration, sans foulage...

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Trier les raisins blancs à la vigne et les mettre en caisses de 25 kg

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Trier les raisins blancs à la vigne et les mettre en caisses de 25 kg

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2013: Bilan et perspectives

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2013: Bilan et perspectives

Ce Vendredi 4 Octobre sera le dernier jour de nos vendanges 2013. Année délicate qui nous a beaucoup inquiété tout au Long de la période végétative des vignes, elle se termine bien, très bien. Des raisins mûrs rentrés au sec dans des états sanitaires excellents ont donné des moûts de premier ordre qui signeront une année fraîche, tonique et pleine de race. 2013 cela sera l'année des Climats, car plus ils sont grands, plus ils possèdent de potentiel.

En revanche les rendements sont très faibles et comme en 2012 ils oscilleront entre 22 et 30 hl/ha dans les crus et moins de 40hl/ha dans les villages et génériques...encore 30% à 40% de récolte "en moins" si l'on se fie aux rendements autorisés. Dur même si nous ne sommes jamais au maximum depuis dix ans.

La gamme comptera cette année trois petits nouveaux par rapport à 2012. Ils sont en cave - cf photo - La Romanée à Chassagne, Le Caillerets à Puligny et Corton Charlemagne d'Aloxe.

Je vais chercher le grand cru de Chablis Vaudésir demain pour compléter tout cela.

Heureux... Je suis!

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La pression monte et il faut se maîtriser en restant lucide

Publié le par Site internet officiel du Domaine Buisson-Charles

Les vendanges approchent et le temps reste ensoleillé et sec depuis 6 jours. Bien entendu nos vignes en profitent car les raisins achèvent doucement leur mûrissement... Trop doucement à mon goût!

Le soleil intense annoncé s'est mué en demies journées de grand soleil seulement avec des matins nébuleux, un peu frais et marqués par la rosée. Bien pour faire bon et pas assez pour faire très bon, c'est à dire sans un gramme de sucre ET équilibré. Les derniers prélèvements murisaltiens indiquent que le 24 Septembre nous avions 190 grammes de sucres potentiels - environ 11.5 degrés transformables - et des acidités totales très supèrieures encore à 6. Hors il faut impérativement que nous passions sous la barre fatidique des 6.10/6.20 en considèrant que nos sucres seront supérieurs sans doute à 200 grammes.

Les récoltes de grands blancs seront rentrées sur un temps maussade, sans soleil et sans doute avec de la pluie dans certains secteurs. Nous sommes près chez Buisson-Charles à multiplier le tri et à rentrer rouges et crus blancs en petites caisses. Mais pour faire "grand" il nous faut un temps sec et un peu de "vista" mais surtout - on en parle jamais assez - des vendangeurs concernés capable de bosser dur en comprenant nos attentes tout en coupant/triant avec acharnement.

Ces paramètres imprévisibles ne doivent pas nous faire perdre pied et nous conduire à changer nos dates en les avançant ou reculant. La peur des coups - coûts! - d'orage qui font parfois tourner les raisins à la pourriture est pire que la décision qui conduit à couper insuffisamment mûr. Restons serein et acceptons ces menus aléas en choisissant toujours la décision qui peut conduire au meilleur en excluant celle qui vise le "sauvetage" par défaut... Bref il nous faut croire en notre - bonne - étoile!

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22 Septembre: il fait beau et - heureusement! - les maliques se dégradent

Publié le par Site internet officiel du Domaine Buisson-Charles

22 Septembre: il fait beau et - heureusement! - les maliques se dégradent

Le grand beau temps est revenu. S'il était annoncé depuis pas mal de temps, voir le soleil briller au dessus de nos ceps nous met du baume au cœur. Oui nous en avions besoin, oui c'est sans doute le signe d'une vendange saine et mûre sans excès, oui il sera permis de faire de bons vins. Oh bien sûr on ne sait pas encore tout de ce millésime 2013 dont la gestation à été périlleuse et incertaine. Mais clairement ce temps sec, légèrement venteux et ensoleillé va permettre aux acidités maliques de se fondre. Cet élément essentiel dans la " construction " de crus équilibrés s'accompagnera d'une montée en puissance des degrés et il y a fort à parier que nous franchirons la barre des 200 grammes de sucre potentiel dans la plupart de nos vignes. Tout bon!

Les peaux des rouges sont épaisses et les grappes n'ont aucune pourriture, les oh augmentent doucement et les acidités totales sont désormais inférieures à 6,80. Dans une semaine avec ce temps elles seront aux abords de 5,70 avec des degrés proches de 12,5-13. Je ne vois pas ce qui pourrait nous empêcher de vinifier dans de bonnes conditions. Nous couperons les vignes non grêlées des Bourgogne rouge le 27 Septembre, les Santenots le 3 Octobre et Pommard après le 5 Octobre.

Dans les blancs un léger botrytis sera écarté par le tri et nous les " prendrons" à partir du 29 Septembre, selon un calendrier qui collera à leur maturité, mais surtout à la manière dont les raisins de dégusteront. Je pense que nous aurons des sucres compris entre 190g (aligotés) et 200/210g dans l'ensemble des chardonnays. La pluie éventuelle pourrait faire baisser ces valeurs, mais pas de manière significative. Les vignes de Cras, Marcausses et Vignes Blanches qui sont grêlées à 40/50% seront coupées en dernier, soit après le 3 Octobre. Les villages et crus sont superbes car modérément chargés, millerandés par endroit et parfaitement sains.

Nous avons terminé de soutirer les vins blancs 2012 et croyez moi ce seront des p... de canons! Jamais vu des soutirages aussi purs et concentrés. On croque le terroir à pleine dent entre fleur, fruit et fine salinité. Un délice car ils sont gorgés de sucs et possèdent l'énergie de Lightning Bolt. Eddie Vedder les appréciera on stage si - private message - Scott lui en fait passer! -))

Demain fin des soutirages avec des rouges 2012 sombres et structurés et ensuite nettoyage de l'ensemble du matériel vinaire.

La tension monte et on a hâte d'en découdre...

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Un bel accord avec notre Meursault VV 2009

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20 Septembre: je suis optimiste!

Publié le par Site internet officiel du Domaine Buisson-Charles

20 Septembre: je suis optimiste!

Après vous avoir décrit sans langue de bois l'ensemble du déroulement de la période végétative 2013 sans passer sous silence les aléas climatiques qui l'ont émaillées, je me permet aujourd'hui de vous signifier sans retenue mon optimisme pour ce millésime.

Les prélèvements effectués hier au réfractomètre montre des sucres compris entre 160 et 180 grammes dans les pinots et chardonnays. Et ce qui est assez étonnant c'est que les parcelles de plaine sont aussi mûres que celles de coteau. Si un très léger botrytis - moins de 3% - les marque par endroit, le beau temps annoncé pour la semaine qui vient devrait le juguler. En dehors du secteur nord grêlé les vignes portent des charges modérées et impactées par le millerandage. Un vrai gage de qualité car nous allons gagner un peu plus de un degré lors des sept - beaux - jours qui viennent!

Les chardonnays dorent tranquillement et se montre très aromatiques à la dégustation sur des pépins qui commencent à croquer doux. Les rouges ont vu les grains grêlés, sécher et tomber en majorité et le tri sévère nous donnera de supers matières premières. J'y crois vraiment... On va faire bon!

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20 Septembre: je suis optimiste!
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15 Septembre: temps nébuleux et pourriture

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Comme souvent en année tardive le mois de Septembre "fait le vin" et détermine s'il est possible de produire une année honorable ou un cru de haut lignage. Outre le fait que la Bourgogne aime produire des vins frais et fringants animés par une juste acidité, il semble évident qu'un bon vigneron de Meursault voit d'un fort bon œil une coupe mûre démarrant entre le 20 et le 25 Septembre. Pour cela il nous faudrait un soleil éclatant , peu ou pas de pluie et une absence totale de pourriture.

Ces souhaits pieux ne seront pas complètement exaucés car depuis 5 jours nous subissons un temps maussade qui risque de durer encore une semaine. Nuages, petites pluies, chaleur en journée assez élevée, vent frais par intermittence et humidité font évoluer les raisins mais permettent également le développement de certains - petits et localisés - foyers de pourriture. Je ne suis pas inquiet car ce phénomène est pour l'instant peu abondant, mais en revanche nous avons besoin désormais d'un temps sec car les raisins arrivent en fin de maturation, les acidités chutent, ils vont dorer dans les blancs et " bleuir " dans les rouges. Nous couperons je pense à partir du 28 Septembre et espèrons 15 jours de beau à partir du 20... Si c'est le cas, les vins auront un beau potentiel!

15 Septembre: temps nébuleux et pourriture
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7 Septembre: Meursault, Où en est on après 10 semaines de beau temps

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Si l'on excepte un petit épisode nébulo-pluvieux autour du 25 Août il a fait beau sur Meursault depuis le 25 Juillet. Les vignes alors en retard sur le plan végétatif essuyaient un orage de grêle dévastateur sur le flanc nord du finage. Funeste évènement qui toutefois donnait le feu vert au soleil qui brûla tout l'été très fort. Il y a un peu plus d'une semaine je constatais une faible maturation des baies avec moins de 2/3 de celles ci vérées. Depuis par la grâce de nuits plus fraîches et plus humides et un soleil toujours au zénith générant des températures au sol comprises entre 27 et 31 degrés, la véraison s'est quasiment achevée. Un bulletin du BIVB ( bureau inter professionnel des vins de Bourgogne ) reçu hier donnant sur les parcelles témoins qu'il suit quotidiennement 92 % de véraison en Côte de Beaune. Celle-ci serait d'ailleurs en avance par rapport au nuiton et au chalonnais en dépit de la grêle. Surprenant pour moi je l'avoue.

Ce 7 Septembre la pluie s'est signalée dès le matin mais ne devrait pas durer plus de 48 heures selon un rythme intermittent. Je suis passé en dépit de ces quelques gouttes déguster ce matin les raisins et j'avoue mon optimisme gustatif. Le BIVB annonce 140/150 grammes de sucre pour 8 environ d'acidité totale. Cela constitue des potentiels alcooliques aux abords de 9 degrés en chardonnay et pinot noir à la fin véraison et ne cachons pas que ce sont de bonnes valeurs. Nous les observons en moyenne 4 semaines avant la coupe des raisins lorsque le temps alterne pluie, nébulosité nuageuse et soleil. Cela peut donc annoncer en cas de très beau temps des bonnes maturités dès le 27 Septembre et des acidités "justes", présentes mais point trop. De bonnes vibrations si l'on considère une météo à trois semaines assez favorable.

Restons prudents mais cela augure d'une heureuse campagne...

7 Septembre: Meursault, Où en est on après 10 semaines de beau temps
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Vendanges d'Octobre...cela se précise!

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Je rentre de vacances et un rapide tour des vignes indique nettement que le beau temps de l'Été n'aura quasiment pas changé la donne de l'avancée végétative des vignes. L'année restera tardive car la véraison a été ralentie par la grêle et il me paraît acquis que nous vendangerons au début du mois d'Octobre. Les blancs non grêlés semblent eux aussi avoir peu profité des chaleurs car ils sont encore très acides et peu sucrés. Cinq semaines à attendre au moins avant de les couper!

Sur la photo l'état de notre vigne grêlée à Pommard, le sec est partiellement tombé, mais les grains sont loin d'être tous vérés. À suive...

Vendanges d'Octobre...cela se précise!
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Les scores du domaine Buisson-Charles dans le Guide RVF 2014

Publié le par Site internet officiel du Domaine Buisson-Charles

Le Guide Vert 2014 de la revue des vins de France est sorti aujourd'hui - 14 Aout - avec les évaluations de nos 2011.

Les notes sont toujours subjectives mais comme nous sommes dans un millésime que la revue trouve "moyen" dans l'ensemble de la région, elles représentent de beaux succès.

Assez surpris des appréciations sur le Bourgogne Chardonnay car c'est analytiquement le plus acide de nos vins! Pour le Remilly, deux fûts de un et trois ans ayant eu des Goutte d'Or avant...le moins boisé de mes crus donc!

Mais l'ensemble de l'analyse reste cohérent - même si Bouches-Chères est supérieur à Goutte d'Or cette année - et je suis particulièrement heureux de la note de dégustation de l'Aligoté car c'est la première cuvée vinifiée partiellement sous bois de trois à cinq ans.

J'aurais dû mettre le Charlemagne car c'est un délice en ce moment-))

 Les scores du domaine Buisson-Charles dans le Guide RVF 2014

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6 Août...10 heures, l'orage menace.

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